“Azazel” di Youssef Ziedan

Prima pergamena. Inizia il resoconto.

O mio Dio, pietà. Pietà e perdono. Padre nostro che sei nei cieli, abbi pietà di me e perdonami perchè, come sai, sono debole. O Dio misericordioso, le mie mani tremano di paura e terrore. E il mio cuore, il mio spirito vacillano di fronte alle sciagure e alle devastazioni di questi miei tempi. Solo a te, mio Dio, è la Misericordia, solo a Te è la Gloria.

V secolo d.C. Sono decenni turbolenti, la religione del Cristo pare non fermare la propria espansione, ma è un’espansione che miete vittime, non solo tra i pagani ma tra i suoi stessi fratelli. Ziedan ha la capacità di raccontare un periodo storico estremamente affascinante ma per molti oscuro, quello dei Padri della Chiesa,
e lo farà attraverso il protagonista del libro, Ipa, un giovane monaco proveniente dal sud dell’Egitto, medico e curatore, ma soprattutto testimone di fatti e personaggi entrati nella Storia. Ipa ad Alessandria, dove vivrà gli ultimi giorni di Ipazia e avrà modo di assistere alle terribili invettive del vescovo Cirillo. Ipa a Gerusalemme, dove incontrerà il suo abba, Nestorio, colui che diventerà vescovo della chiesa di Costantinopoli e poi uno dei protagonisti delle dispute dogmatiche che segneranno la storia del cristianesimo.

Consigliato:
  • Romanzistorici.it
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Per approfondire

G. Filoramo, D. Menozzi. Storia del Cristianesimo. L’antichità

Stuart G.Hall. La chiesa dei primi secoli

 

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