“Artorius” di Pierluigi Curcio

Abella– Autumnus 893  ab Urbe condita ( Autunno 140 d. C.)

Il fulmine spaccò l’aria infrangendosi su un grosso pino secolare. Lo schianto assordò l’uomo al riparo nella piccola baracca, ma non quanto il tuono che ne seguì. D’istinto guardò verso la villa. «O Dei, fate che sopravviva!». Marcus era impaziente, aveva già cinque anni e nonostante avesse temuto per mesi l’arrivo del fratellino, perché il padre era sicuro si trattasse di un maschio, adesso fremeva nell’attesa. 

II secolo d.C. Amore, odio, lotte e passioni seguono la vita di Lucius Artorius Castus attraverso gli anni in cui l’impero vede emergere le figure di Antonino il Pio, Marco Aurelio, Commodo, Pertinace e Settimio Severo.
Dalla lontana Syria alle sponde ghiacciate del Danubio, dalla lontana Britannia alla stessa Roma. Il sogno di una Britannia unita e l’amore per la figlia del drago, condurranno quest’ufficiale di cavalleria romana a quel che gli uomini chiamano leggenda. Sventata l’invasione caledone e un attentato contro Commodo, abbandonata la terra d’Albion, otterrà l’incarico di procuratore centenario in Liburnia, ma i destini con i britanni e gli stessi sarmati convoglieranno ancora allo scoppio della guerra civile che vedrà come protagonisti tre possibili imperatori: Pescennio Nigro, Clodio Albino, Settimio Severo.


Per approfondire

Linda Malcor e Scott Littleton. From Scythia to Camelot

8 COMMENTS

  1. Un libro completo, ricco. Di storia e di umanità. Protagonista indiscusso è lui: Artorius. Una leggenda, sì, ma anche un uomo. Duro in battaglia, e allo stesso tempo tenero in amore, vulnerabile nei sui affetti. Un uomo che ti entra dentro, in tutte le sue sfaccettature. Merito sicuramente dell’autore, che ha saputo dare al personaggio di Artorius (e non solo) la giusta profondità, riuscendo così a far appassionare, ma anche commuovere fino alle lacrime. Romanzo vivamente consigliato!

  2. Pierluigi Curcio, fa sua l’ipotesi avanzata dallo storico Kemp Malone, e sostenuta dalla Prof.ssa Linda Malcor e dal Prof. Scott Littleton, i quali identificano l’Artù storico nella figura di Lucius Artorius Castus, e fa scaturire dalla sua penna, questo fantastico romanzo che ci riporta agli avvenimenti salienti che hanno caratterizzato la storia romana della seconda metà del II secolo d.C., e nei quali si svolgono gli eventi di questo ufficiale di cavalleria romano. Con lui, attraverseremo i vasti territori dell’impero, vivremo i suoi contrasti interni, assisteremo alla nascita della famosa cavalleria arturiana, e conosceremo molti dei personaggi che compongono il ciclo bretone… fino all’epilogo finale, che ci strapperà una lacrima, ma allo stesso tempo, ci farà intravedere una luce di speranza per il futuro.
    Il libro, è ricco di dettagli e note, che denotano un profondo lavoro di ricerca, per rendere il testo il più vicino possibile alla realtà. Il risultato, è un romanzo, che personalmente, può competere con i testi dei più famosi autori contemporanei, che si sono cimentati nella letteratura arturiana, quali Jack Whyte, Bernard Cornwell e Marion Zimmer Bradley.

  3. Una leggenda che diventa realtà!!!
    Curcio ha saputo rendere il ricordo memorabile di un passato lontano più vicino al lettore contemporaneo, dando alla storia un senso di quotidianità. Non serve essere appassionati di romanzi storici per sentirsi parte di questo mondo fantastico. Lucius Artorius non è, come il Re Artù che tutti conosciamo, un Ideale. Coraggio, sentimento, passione, orgoglio, paure e amore vengono narrati con semplice umanità che penetra nel cuore e nei pensieri.
    Non vi pentire di esservi fatti travolgere da questo splendido racconto!
    MI.

  4. La storia romana, anche se si è degli appassionati, ti fa riflettere sul termine ‘barbari’. Bhé, a conti fatti le ‘aquile’ non erano diverse dai popoli invasori che migravano in cerca di terra e futuro per le loro famiglie, mentre loro uccidevano, il più delle volte, per il gusto di uccidere. E in tutta questa descrizione del periodo viene fuori un outsider, un ragazzo che da un passato di dolore, dalla morte della madre, dal quasi abbandono a sé stesso del padre, dall’odio del fratello, crea un personaggio su cui si erge la storia. Lucius Artorius Castus (un nome, una garanzia!) è un ragazzo ligio al dovere, fedele a Roma, intento a migliorarsi e a combattere non per la prevaricazione, ma per una giusta sfida e soprattutto leale. Mai infierisce sull’avversario, anzi ne apprezza le doti e aggrega al suo seguito non come sconfitti ma come amici i vari Lance, Bedwyr, Gowain e lo stesso Uther Pendragon. Quanto pathos nel leggere il libro, conoscere Helena, Morana e Gwynewyar e soffrire per questo amore ‘diviso’ per questo meraviglioso uomo che nel suo cuore ha amato tutte con amore sincero. Come si suol dire … a trovarlo un uomo così! Arriverete alla fine col cuore gonfio di commozione, ma felici di aver fatto questo bellissimo viaggio nella storia e sapere che lui ‘c’era’ davvero. E anche Re Artù, il quale sembra aver preso i natali da Lucius, perde il suo fascino davanti ad una realtà così vera! Fatevi un viaggio, ne uscirete più vivi.

  5. Ho scoperto questo titolo per caso e ne sono rimasta veramente colpita! Pierluigi Curcio è autore con uno stile molto avanzato, non certo come quello di un esordiente; è dettagliato, preciso, per non parlare della profondità con cui affronta i personaggi e le loro descrizioni.
    Se avete voglia di conoscere una storia diversa da quella che vi hanno sempre raccontato su Artù non potete lasciarvi scappare questa occasione. Un romanzo splendido e indimenticabile, che mi sento assolutamente in dovere di consigliare a tutti!!!!!

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