“Adventus Antichristi” di Armando Comi

Praga, 24 dicembre 1363.

Nessun dolore. La punta delle dita sulla pelle, come una lumaca senza bava, per sentire fin dove avesse lasciato pe­netrare i ganci. L’inverno si insinuava sotto le unghie, e i polpastrelli diventavano marmo. Allora si arrestavano, si sfregavano le mani, alitavano sulle dita, riprendevano. La pelle sotto la luna assumeva i riflessi bluastri delle squame delle lucertole. Ne estrassero alcuni. Tra i polpastrelli una sensazione di appiccicoso. Sangue. Era ancora vivo. Ma non salvo, la pe­nitenza dei cilici non aveva cambiato il corso delle cose.

Praga, 1363. Dieci caratteri latini compaiono sul muro di un convento, nella cella di un profeta sospettato di eresia. Si tratta di un numero. Un segno che Matthia, discepolo del profeta e studioso di teologia, è chiamato a spiegare all’Inquisizione. Ma nei mesi trascorsi insieme al maestro, non ha mai sentito parlare di quel numero. In convento è conservata una Bibbia annotata con molte cifre tratte dalla numerologia apocalittica. La prima scoperta è sinistra: il numero è un segno che dà inizio a una caccia. I personaggi di una trama doppia e antica si muovono nello stesso convento all’ombra della nascita dell’Anticristo. Matthia è trascinato in una storia più grande di lui. Roma è senza Papa, il Sacro Romano Impero è all’inizio del suo lungo autunno, lo spettro della fine dei tempi ammanta gli ultimi anni del Medioevo. Come può una leggenda blasfema trasformarsi in eresia?


Per approfondire

  • Tommaso di Carpegna Falconieri. Cola di Rienzo
  • Anonimo Romano. Cronica

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2 COMMENTS

  1. Trama ricca ed avvincente, la cura per i personaggi e per i particolari proietta il lettore direttamente nel Medioevo. L’intensità di alcune descrizioni è tale da far si che si possano sentire gli odori e i rumori. lettura assolutamente consigliata!

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