“Meridiano di sangue” di Cormac McCarthy


meridiano di sangue

Eccolo, il ragazzino. È pallido e magro, indossa una camicia di lino lisa e sbrindellata. Attizza il fuoco nel retrocucina. Fuori si stendono campi arati, scuri e cosparsi di chiazze di neve, e poi boschi più scuri che celano ancora i pochi lupi rimasti. I suoi sono noti come taglialegna e venditori d’acqua, ma in realtà suo padre era maestro di scuola. Sdraiato, ubriaco, cita versi di poeti i cui nomi sono ormai andati perduti.

Un giovane orfano del Tennessee diventa protagonista e testimone di un mondo spaventoso, crudele e arido: la frontiera che attraversa l’Arizona, il Texas e il Messico nella metà dell’800. Un mondo di bifolchi ignoranti e violenti, uomini senza ideali con un fucile a tracolla e il grilletto facile. Uomini che soffrono, affamati, assetati di whiskey e oblio. Villaggi con indiani tatuati che indossano collant femminili o giubbe militari, messicani odiosi e odiati, neri privi di qualsiasi diritto.  Un inferno popolato da contrabbandieri, cacciatori di scalpi, truffatori e predicatori malvagi. Frontiera che è confine invalicabile per gli di uomini, per la vita, per gli ideali. Perché oltre la frontiera bisogna sopravvivere, a tutti i costi. E la frase di uno dei personaggi del libro, la legge morale è un’invenzione dell ‘umanità per deprivare il forte a vantaggio del debole, racchiude in sé l’essenza stessa di questo racconto straordinario.

Per approfondire:

  • Ray A. Billington. Storia della conquista del West
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Comments

  1. McCarthy è uno dei miei autori preferiti e a quanto ho letto in un’intervista sembra che prima di scrivere un libro faccia delle ricerche storiche molto approfondite. Non sono un particolare tifoso del romanzo storico (non che mi dispiaccia, ma sono molto esigente :)), ma di Cormac sì. E bisogna riconoscergli sicuramente il merito di aver “nobilitato” un genere come quello western, con la verosimiglianza storica e soprattutto con il suo stile essenziale e diretto ma lirico quando serve. Ti passo l’intervista (ovviamente tramite il mio blog :P): http://davidebovati.wordpress.com/2013/02/10/intervista-2/

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