“Ayla figlia della terra” di Jean M.Auel


La bambina nuda corse fuori della capanna ricoperta di pelli verso la spiaggiasassosa dove il piccolo fiume formava un’ansa. Non le venne in mente di girarsi aguardare. Nella sua esperienza nulla le dava motivo di dubitare che il riparo e coloroche vi si trovavano non sarebbero stati lì al suo ritorno.Entrò nell’acqua sollevando spruzzi; sentì i sassi e la sabbia scivolarle via sotto ipiedi quando la sponda scese a picco.

Ayla è rimasta sola. Un terremoto devastante ha distrutto la sua famiglia, il suo clan. Impaurita e senza sostegno si trova in una terra selvaggia popolata da animali ostili e continui pericoli. Raccolta, curata e cresciuta dal Clan dell’Orso delle Caverne, ben presto appare evidente come Ayla sia diversa dagli altri appartenenti al clan. Un racconto avvincente e suggestivo del rapporto tra i primi uomini e la natura e tra due specie umane, una delle quali, la specie di Neanderthal, scomparsa lasciando poche tracce genetiche nell’uomo moderno.

Per approfondire:

Richard Leakey. Le origini dell’umanità

Giorgio Manzi. L’evoluzione umana. Ominidi e uomini prima dell’ Homo Sapiens

 

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